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Ricorso in Cassazione: la procura alle liti non deve necessariamente essere contestuale alla redazione dell’atto

In tema di ricorso per Cassazione, è sufficiente che la procura alle liti sia rilasciata tra il momento di pubblicazione del provvedimento da impugnare e quello della notificazione del ricorso – di Avv. Eleonora Polazzo

Con recente pronuncia del 19.01.2024 (Cass. civ. SS.UU, n. 2075 del 19.01.2024) le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono state investite della decisione sulla questione che attiene al conferimento della procura speciale per proporre il ricorso per cassazione e, segnatamente, se questa possa essere rilasciata anche in data anteriore alla redazione del ricorso e in luogo diverso da quello indicato nell’atto stesso.

Secondo un primo orientamento (ascritto a Cass., Sez. III, 6 aprile 2022, n. 11240; Cass., Sez. III, 7 aprile 2022, n. 11244; Cass., Sez. III, 21 aprile 2022, n. 12707; Cass., Sez. III, 4 novembre 2022, n. 32569; Cass., Sez. III, 4 aprile 2023, n. 9271), è invalida la procura alle liti conferita per il ricorso per cassazione se l’autografia della sottoscrizione della parte non sia autenticata dal difensore contestualmente alla redazione dell’atto di impugnazione, poiché l’art. 83, comma terzo, c.p.c. autorizza il legale – cui l’ordinamento non riconosce, come al notaio, un potere certificativo generale – a certificare l’autografia del soggetto che sottoscrive la procura speciale alle liti alle sole condizioni ai soli limiti indicati dalla stessa norma. Sicché, la procura speciale non potrebbe essere un atto a sé stante, ma – ai fini dell’autentica – dev’essere necessariamente apposta in calce o a margine di uno degli atti elencati dal citato comma terzo dell’art. 83, ossia in necessario collegamento con uno di essi.

L’orientamento contrario (seguito da Cass., Sez. III, 15 dicembre 2022, n. 36827), invece, assume che il requisito della specialità della procura, di cui all’art. 83, comma 3, c.p.c., non postula la contestualità del relativo conferimento rispetto alla redazione dell’atto cui accede, dal momento che, anche nel caso in cui la procura sia stata redatta, sottoscritta e autenticata in data anteriore a quella del ricorso, è possibile desumerne la specialità, da un lato, dalla sua congiunzione (materiale o telematica) al ricorso e, dall’altro, dalla sua susseguente notifica insieme a quest’ultimo. A tal riguardo, si ritiene che il requisito della “contestualità”, spaziale e/o cronologica, del conferimento della procura speciale e dell’autenticazione della relativa sottoscrizione non sia contemplato dal citato art. 83.

Le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto aderendo al secondo orientamento prospettato, ovvero all’indirizzo incline a reputare valida la procura alle liti rilasciata ai fini della proposizione del ricorso per cassazione pur non contestualmente alla sua redazione.

Le Sezioni Unite, innanzitutto, ribadiscono il principio che impone di evitare eccessi di formalismo e, quindi, restrizioni del diritto della parte all’accesso ad un tribunale che non siano frutto di criteri ragionevoli e proporzionali. Proseguono, dappoi, statuendo che, ai fini del valido conferimento della procura alle liti anche per il giudizio di legittimità, ai sensi dell’art. 365 c.p.c. (richiamato per il controricorso dall’art. 370 c.p.c.), non è necessario che esso sia contestuale o successivo alla redazione dell’atto, non essendo richiesta, a pena di nullità, la dimostrazione della volontà della parte di fare proprio il contenuto del medesimo atto nel momento stesso della sua formazione ovvero ex post. Pertanto, il conferimento della procura a margine o in calce (anche nelle distinte modalità – della procura nativa digitale e della copia informatica di procura rilasciata su supporto cartaceo – contemplate dal terzo comma dell’art. 83 c.p.c.), provando l’esistenza del rapporto fiduciario tra la parte ed il patrono da essa scelto, soddisfa compiutamente il dettato dello stesso art. 83 c.p.c., la cui ratio risiede nella certezza e nella conoscibilità all’esterno del potere rappresentativo del difensore, che sostituisce in giudizio la parte, e non già nella corrispondenza dell’attività svolta dal difensore all’effettivo volere del rappresentato, che attiene esclusivamente al rapporto interno tra difensore e cliente. Ne discende che il requisito della specialità della procura, di cui agli artt. 83, comma terzo, e 365 c.p.c., non richiede la contestualità del relativo conferimento rispetto alla redazione dell’atto cui accede, essendo a tal fine necessario soltanto che essa sia congiunta, materialmente o mediante strumenti informatici, al ricorso e che il conferimento non sia antecedente alla pubblicazione del provvedimento da impugnare e non sia successivo alla notificazione del ricorso stesso. Ciò che, dunque, rileva essenzialmente ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione è che il conferimento della procura alle liti avvenga all’interno della finestra temporale segnata dal momento (iniziale) di pubblicazione del provvedimento da impugnare e da quello (finale) della notificazione del ricorso: dunque, rispettivamente, né prima, né dopo.



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