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Amministratori non esecutivi e responsabilità solidale omissiva

Con l’arresto n. 10739 del 23 aprile 2024 la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata sul tema della responsabilità omissiva degli amministratori non esecutivi per le condotte illecite realizzate dall’amministratore delegato causalmente determinanti il dissesto.

Tenendo fede all’orientamento già consolidatosi sul punto, i giudici di legittimità hanno ritenuto che tanto nella società per azioni quanto nella società a responsabilità limitata gli elementi costitutivi della fattispecie che integra la responsabilità solidale degli amministratori non esecutivi sono, dal lato oggettivo, la condotta di inerzia, il fatto pregiudizievole anti-doveroso altrui e il nesso causale tra questi ultimi; dal lato soggettivo, dappoi, deve almeno sussistere la colpa la quale può consistere o nell’inadeguata conoscenza del fatto altrui che ha cagionato il danno oppure nella colposa ignoranza del fatto altrui per non aver rilevato adeguatamente i segnali di allarme percepibili con la diligenza sottesa alla carica ricoperta.

Ecco che dunque, poste le basi di cui sopra, l’amministratore privo di delega che, pur a fronte di segnali di allarme, come la mancata trasmissione di qualsivoglia informazione dovuta nel periodo considerato (…), abbia per negligenza trascurato di chiedere ulteriori o più dettagliate informazioni ai delegati o che, prima ancora, abbia omesso di denunciare l’inadempimento degli amministratori delegati al dovere di fornire le relazioni informative periodicamente dovute, risponde, in solido con chi l’ha compiuto, dei danni arrecati alla società e ai suoi creditori dall’atto illecito (dallo stesso, per l’effetto, colpevolmente ignorato) commesso dall’amministratore delegato nell’esercizio delle prerogative gestorie conferitegli.

È dunque la diligenza imposta dalla natura della carica, come poc’anzi anticipato, ex artt. 2392 e 1176, co. 2 c.c., che genera in capo a ciascun membro del consiglio di amministrazione non solo il dovere giuridico di impedire il compimento di un fatto pregiudizievole da parte dell’amministratore delegato, ma altresì di agire in modo informato attivandosi al fine di ottenere le informazioni dovute tutte le volte che abbia rilevato carenze nel contenuto delle relazioni informative trasmesse o, comunque, a fronte di determinate “red flags”.

Sussiste in capo all’amministratore non esecutivo l’obbligo di sindacare la tempestività delle informazioni ricevute e di verificarne la completezza e l’attendibilità dovendo, in difetto, attivarsi prontamente allo scopo di adottare rimedi giuridici opportuni.

Inutile dire che il problema si pone in tutta la sua gravità anche in relazione agli adeguati assetti dell’impresa; l’amministratore indipendente e/o il componente del consiglio di amministrazione che non è operativo, secondo la giurisprudenza di legittimità, non può in alcun modo sostenere che la delega conferita lo libera dalla responsabilità per gli atti compiuti dal delegato. Non si tratta della medesima responsabilità di questo, ma di una responsabilità per non essersi informato e intervenuto tempestivamente per porre rimedio agli atti di mala gestio del delegato.

A cura di Avv. Alessia Schiavo – alessia.schiavo@casaeassociati.it

   



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