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IL GIORNALE DI VICENZA - Sabato, 18 aprile 2009

TRIBUNALE. Il commissario straordinario Paolo Cacciari ha concluso l'incarico iniziato nella tarda primavera 2007

Raumer spa è cessata. Miroglio paga 7,4 milioni
Il pm Barbaglio proroga le indagini per 23 persone e incarica il dr. Canevelli di stimare il presunto danno
La storica società tessile Raumer spa di Valli del Pasubio, in amministrazione straordinaria da quasi due anni, ha cessato di esistere. Il tribunale ha comunicato formalmente ai creditori, esposti per decine di milioni di euro, che il commissario Paolo Cacciari incaricato dal ministero dell'Industria nel giugno 2007 di gestire la difficile situazione aziendale ha venduto per 7,4 milioni di euro al gruppo Miroglio di Alba il "ramo commerciale" (comprensivo del marchio Raumer) e "il ramo tintoria". Ha così dato esecuzione al programma che ha visto la liquidazione anche delle società che facevano parte del gruppo, Liritex, Osmantus, Montello, Orchidea e Filatura di Isola Vicentina. Di recente i vertici aziendali avevano raggiunto l'accordo sindacale che 61 lavoratori occupati a Valli del Pasubio, una trentina dei quali di fatto alle dipendenze di Miroglio, saranno assorbiti dall'azienda piemontese, mentre i restanti 157 beneficeranno della cassa integrazione per un altro anno.
INCHIESTA. Nel frattempo il sostituto procuratore Angela Barbaglio ha incaricato il commercialista milanese Piero Canevelli, che si occupò del crac Trevitex, di valutare l'eventuale danno che Miroglio avrebbe procurato a Raumer depauperandola dei beni. Si ricorderà che l'anno scorso la polizia tributaria di Vicenza sequestrò impianti di tintoria del valore di 3 milioni di euro a Valli del Pasubio perché la Miroglio avrebbe voluto trasferirli nello stabilimento bulgaro di Sliven. Il tribunale del Riesame respinse il ricorso di Edoardo Miroglio, Giovanni Taricco e Stefano Gusi, sostenendo che il provvedimento della procura a tutela dei creditori era stato corretto perché i sospetti di un ipotetico progetto illecito di trasferire all'Est le risorse industriali più importanti di Raumer erano fondati. L'ipotesi del pm Barbaglio, che entro l'estate dovrebbe chiudere le indagini dei finanzieri del maggiore Borrelli, è che fosse in atto un impoverimento studiato a tavolino da parte di Miroglio perchè fin dal 2002 era a conoscenza delle difficili situazioni finanziarie della società fondata da Pino Raumer.
INDAGATI. Le difese respingono il piano d'attacco della procura che l'anno scorso eseguì decine di perquisizioni, mettendo sotto inchiesta 23 persone, per le quali è stata di recente chiesta la proproga delle indagini. Il tracollo del gruppo ex Raumer ammonterebbe a 150 milioni di euro. L'inchiesta a vario titolo è per bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale, e false comunicazioni sociali. Sul registro degli indagati sono stati iscritti il fondatore del gruppo dell'Alta Val Leogra Pino Raumer e i vertici del gruppo tessile Miroglio, Edoardo, lo zio Carlo e il cugino Giuseppe, assieme ai loro principali collaboratori e consulenti perchè sarebbe stato progettato lo svuotamento delle attività del gruppo di Valli del Pasubio. Questa manovra per gli inquirenti è avvenuta a partire dal gennaio 2005 quando Raumer affittò alla nuova società "Raumer Bulgaria Trade" di Miroglio il ramo commerciale e il marchio. La ditta poi si trasformò in E. Miroglio srl e quindi E. Miroglio AD, società di diritto bulgaro. In questa maniera sarebbe stato perfezionato la svendita dei beni industriali che valevano molto di più dei 3,7 milioni di euro pagati. Questa tesi è respinta dsagli indagati.
Oltre a Raumer e alla compagna Giovanna Orioles, sono indagati il collegio sindacale composto da Francesco Casa, Roberto Fontana e Antonio Brodesco, il consulente legale Federico Casa, i manager Giovanni Taricco, Stefano Gusi, Gianni Mantese e Roberto Ronchi, quest'ultimo "ad" di Miroglio, il revisore contabile Armando Sartori e Roberto Fontana. Tra gli indagati c'è anche l'imprenditore di origine thienese Pierluigi Dalla Rovere che ha avuto un ruolo nell'ipotetica sparizione di soldi del Gruppo perchè il 3 agosto 2004 si fece versare 572 mila euro da Pino Raumer per il riperimento di una linea di finanziamento per parecchi milioni di euro. In realtà sarebbe stata una truffa.
Ivano Tolettini

 

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